sabato 25 ottobre 2008

Voglia di cambiare

Lo avevo nascosto in un blog privatissimo perchè involontariamente con le mie parole avevo ferito una persona cara. Ne abbiamo discusso, forse ci siamo chiariti e forse ha capito di aver travisato qualche frase. Leggendo e rileggendo non trovo davvero niente di offensivo e quindi lo rendo nuovamente pubblico, ma lo sposto nel mio blog polemico.

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Sono abitudinara è vero, ma solo con grande sforzo. La routine alla lunga mi sfianca, mi debilita, mi manda in paranoia. Di tanto in tanto nella mia vita ho sentito la necessità di cambiare completamente direzione, di effettuare modifiche radicali anche in controtendenza con me stessa.
Uno dei più grandi cambiamenti è stato nel 1998, cominciò con un taglio netto di capelli; li avevo lunghi e fluenti, come non li ho più riavuti in seguito, andai dal parrucchiere e prima arrivai a sotto le orecchie, non contenta in una seconda seduta arrivai al taglio totale, cortissimo ma non a zero (anche se ricordo che ci pensai parecchio!). Fu un taglio che sconfinò in molti altri campi della mia vita. Al tempo ero un po' sregolata, devo ammetterlo. Decisi di fare qualche sforzo per cercare di avere più cura di me, per esempio decisi di smettere di fumare; ridussi di molto le sigarette durante tutto l'anno e poi il 01/01/1999 ricordo che fumai la mia ultima sigaretta poco dopo aver festeggiato l'arrivo dell'anno nuovo. Sempre nel 1998 mi iscrissi in palestra, prima di allora avevo sempre fatto sport in maniera molto discontinua e scostante (come è nella mia natura) ma da febbraio del 1998 presi a frequentare assiduamente e con costanza i corsi di Taekwondo. La palestra mi portò nuovi ritmi, nuove conoscenze, nuove amicizie e mi allontanò definitivamente dalle vecchie amicizie universitarie, aclune delle quali avevano giocato un ruolo pesante nel mio periodo di sregolatezze e di eccessi. In quella palestra ho conosciuto Luca. In quella palestra ho conosciuto la persona che poi mi ha proposto il mio primo (e unico) posto di lavoro.
Poi vabbeh, con il tempo mi sono seccata anche della palestra. Mi sono decisa a intraprendere una relazione stabile. Mi sono decisa ad andare a convivere. Mi sono decisa a sposarmi, a mettere su famiglia, ad accendere un mutuo per una casa nuova. Mi sono adattata ad una vita che forse non era esattamente quella che mi immaginavo prima di quel 1998.
Adesso, da qualche tempo, comincio a sentire uno strano e fastidioso senso di irrequietudine. Mi trovo a riflettere, a pensare a immaginare. Vorrei cambiare, vorrei qualcosa di nuovo e di fresco, una sfida che mi metta in gioco.
La vita personale è praticamente schiacciata, compressa e satura di impegni, completamente impregnata dai doveri familiari, dai bimbi che crescono e giorno per giorno ti regalano momenti indimenticabili. Certo a volte si sente l'affanno di non avere un attimo per sè stessi, si sente una punta di nostalgia per i momenti di libertà totale, quando ti alzavi la mattina e potevi vivere la giornata momento dopo momento, mentre invece adesso devi programmare tutto per tempo, devi segnarti i turni sul calendario, devi ricordarti che dopo il lavoro devi andare a recuperare la tua prole. Mi guardo allo specchio e non sono più io, o meglio sì, sono io, CI sono io sotto questi 25 kg in più, sotto questi (ancora pochi, per fortuna) capelli bianchi che cominciano a spuntare, sotto questi quasi 34 anni, sì ci sono ancora io ma sono tanto diversa. Eppure ho ancora voglia di cambiare. Un'altra svolta? non lo so se tanto drastica e radicale come quella di dieci anni fa, ma sicuramente mi farebbe bene.
Forse il lavoro potrebbe essere il campo d'azione per soddisfare questa mia impellenza? Chissà!

Credo che a breve dovrò fissare un appuntamento dal parrucchiere...

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