Ciao Rino!
mercoledì 29 ottobre 2008
lunedì 27 ottobre 2008
sabato 25 ottobre 2008
Voglia di cambiare
#######################################################
Sono abitudinara è vero, ma solo con grande sforzo. La routine alla lunga mi sfianca, mi debilita, mi manda in paranoia. Di tanto in tanto nella mia vita ho sentito la necessità di cambiare completamente direzione, di effettuare modifiche radicali anche in controtendenza con me stessa.
Uno dei più grandi cambiamenti è stato nel 1998, cominciò con un taglio netto di capelli; li avevo lunghi e fluenti, come non li ho più riavuti in seguito, andai dal parrucchiere e prima arrivai a sotto le orecchie, non contenta in una seconda seduta arrivai al taglio totale, cortissimo ma non a zero (anche se ricordo che ci pensai parecchio!). Fu un taglio che sconfinò in molti altri campi della mia vita. Al tempo ero un po' sregolata, devo ammetterlo. Decisi di fare qualche sforzo per cercare di avere più cura di me, per esempio decisi di smettere di fumare; ridussi di molto le sigarette durante tutto l'anno e poi il 01/01/1999 ricordo che fumai la mia ultima sigaretta poco dopo aver festeggiato l'arrivo dell'anno nuovo. Sempre nel 1998 mi iscrissi in palestra, prima di allora avevo sempre fatto sport in maniera molto discontinua e scostante (come è nella mia natura) ma da febbraio del 1998 presi a frequentare assiduamente e con costanza i corsi di Taekwondo. La palestra mi portò nuovi ritmi, nuove conoscenze, nuove amicizie e mi allontanò definitivamente dalle vecchie amicizie universitarie, aclune delle quali avevano giocato un ruolo pesante nel mio periodo di sregolatezze e di eccessi. In quella palestra ho conosciuto Luca. In quella palestra ho conosciuto la persona che poi mi ha proposto il mio primo (e unico) posto di lavoro.
Poi vabbeh, con il tempo mi sono seccata anche della palestra. Mi sono decisa a intraprendere una relazione stabile. Mi sono decisa ad andare a convivere. Mi sono decisa a sposarmi, a mettere su famiglia, ad accendere un mutuo per una casa nuova. Mi sono adattata ad una vita che forse non era esattamente quella che mi immaginavo prima di quel 1998.
Adesso, da qualche tempo, comincio a sentire uno strano e fastidioso senso di irrequietudine. Mi trovo a riflettere, a pensare a immaginare. Vorrei cambiare, vorrei qualcosa di nuovo e di fresco, una sfida che mi metta in gioco.
La vita personale è praticamente schiacciata, compressa e satura di impegni, completamente impregnata dai doveri familiari, dai bimbi che crescono e giorno per giorno ti regalano momenti indimenticabili. Certo a volte si sente l'affanno di non avere un attimo per sè stessi, si sente una punta di nostalgia per i momenti di libertà totale, quando ti alzavi la mattina e potevi vivere la giornata momento dopo momento, mentre invece adesso devi programmare tutto per tempo, devi segnarti i turni sul calendario, devi ricordarti che dopo il lavoro devi andare a recuperare la tua prole. Mi guardo allo specchio e non sono più io, o meglio sì, sono io, CI sono io sotto questi 25 kg in più, sotto questi (ancora pochi, per fortuna) capelli bianchi che cominciano a spuntare, sotto questi quasi 34 anni, sì ci sono ancora io ma sono tanto diversa. Eppure ho ancora voglia di cambiare. Un'altra svolta? non lo so se tanto drastica e radicale come quella di dieci anni fa, ma sicuramente mi farebbe bene.
Forse il lavoro potrebbe essere il campo d'azione per soddisfare questa mia impellenza? Chissà!
Credo che a breve dovrò fissare un appuntamento dal parrucchiere...
venerdì 23 maggio 2008
Io me lo ricordo
La notizia fu come una doccia fredda. Poche notizie frammentarie. Non riusciamo neanche a capire se sia ancora vivo. Io rivivo ancora oggi quel momento come un film. Lo vedo e lo rivedo ogni tanto e sento vivissime le stesse sensazioni. Uno dei momenti indimenticabili della mia vita, sospeso nel breve tragitto dalla mia scuola a casa mia.
Poi una volta arrivati a casa è tutta una frenesia di edizioni straordinarie, immagini, telefonate. E nei giorni seguenti fiaccolate, manifestazioni, incontri, dibattiti; il primo anniversario dalla morte. Il quinto. Il decimo. Il quindicesimo. E oggi. E io me lo ricordo. Lo racconterò ai miei bambini appena potranno capire. Perchè rimanga il ricordo di questo uomo e degli uomini e le donne che sono morti con lui.
Perchè la mafia esiste e chi la nega nega anche il grande sacrificio di quest'uomo e degli uomini e le donne che sono morti con lui.
martedì 20 maggio 2008
L'età dell'innocenza
Dopo il caso drammatico di Niscemi ecco un'altra storia molto simile. Un'altra poco più che adolescente; un'altra vittima del branco. Il racconto è inquietante e fa rabbrividire.
Tutto è partito nella pasqua del 2004. Una 14enne all'epoca. Un'inchiesta che ha coinvolto quasi 80 minorenni. Ora sono rimasti in 23 gli indagati. Violenza di gruppo, stupro, filmati, ricatti, condiscendenza, infamazioni. Sembra di leggere il più scadente dei romanzi di serie Z. Invece è cronaca, sono fatti, documentati da atti d'ufficio. E ripenso ai miei 14 anni, ai miei a quelli delle mie compagne di scuola di allora, delle mie amiche coetanee. E vedo le 14enni di adesso e mi sento così lontana. Sembra siano passati dei secoli e invece sono solo due decenni. Possibile che in due decenni tutto sia diventato così disgustosamente inaccettabile?
Non riesco a immaginare il dolore e la disperazione dei genitori di Lorena. Ma, se possibile, mi terrorizza ancora di più pensare di essere nei panni dei genitori degli aguzzini di Lorena. Ho due figli maschi. Devo in qualche modo tenerli dalla parte della "giusta visione del mondo". Devo evitare a tutti i costi che finiscano maciullati da questo meccanismo che trasforma tutti i sentimenti in spazzatura. C'è solo la fisicità, l'apparenza, la superficie e sotto: il vuoto.
Proprio l'altro giorno Luca, commentando i fatti di Niscemi mi ha chiesto "Ma esiste ancora un'età dell'innocenza?" e io, guardando Leonardo ho detto "Forse è la sua..." Forse, ma non è comunque per tutti.
martedì 13 maggio 2008
Che gran casino...
E adesso? Dopo aver raccontato le teste che saltavano grazie al governo Berlusconi (leggi Santoro, Luttazzi, Sabina Guzzanti) in "Regime", forse che sia la sua, la prima testa a saltare in questa nuova epoca Berlusconiana? Una bagarre incredibile, titoloni sui giornali, Fazio che si dissocia e fa dissociare tutta la trasmissione dalle dichiarazioni di Travaglio. Tutto il parlamento trasversalmente indignato per quanto detto dal giornalista sul presidente del Senato.
Io mi sono persa qualche passaggio, in primis l'apparizione di Travaglio a "Che Tempo che fa" e sono andata a riguardarmela su YouTube. E che avrà detto mai?! Sono abituata a un Travaglio ben più caustico, devo dire che Fazio è riuscito ad arginarlo molto.
Divertente è che l'inizio dell'intervista parte proprio con uno scherzo fra i due, Fazio chiede quante querele ha beccato per il nuovo libro "Se li conosci li eviti" e prontamente il giornalista risponde nessuna, perchè chi querela non legge... guarda la televisione!
Ma come dice anche Grillo, se ci si indigna così tanto per le "accuse" di Travaglio a Schifani, bisogna indignarsi anche con El Pais che già da qualche giorno dopo l'elezione a Presidente del Senato aveva messo in piazza le famose relazioni pericolose con il mondo malavitoso siciliano. Ma Travaglio credo stia sul fondoschiena di molti e si stia cercando un pretesto per farlo saltare, o almeno per non farlo più apparire in televisione dove può fare tanti danni, molti più di quanti ne possa fare con le pagine dei suoi libri... perchè siamo un paese di teledipendenti analfabeti, ecco perchè.
Da YouTube ho recuperato anche una vecchia intervista di Luttazzi sempre a Travaglio. Dopo una ventina di minuti dei suoi resoconti, in quel caso focalizzati principalmente su Silvio Berlusconi visto l'uscita di "L'odore dei soldi", ecco che a conclusione dell'intervista Luttazzi gli disse "Parlando così dimostri di essere un uomo libero e non è facile trovare uomini liberi in questo paese di merda".
Già, non è facile e lo sarà sempre meno.
venerdì 25 aprile 2008
Hide liberato
A volte mi sembrava poco appropriato esprimere delle opinioni chiaramente e dichiaratamente di parte in un blog che in fin dei conti è nato per raccontare di me ma soprattutto della mia famiglia, della maternità, della vita piccola piccola di una mamma on the run. Mi sembrava un po' di violarne la limpidezza e la purezza. Mi sentivo un po' un Mr Hide che irrompe violentemente nella vita del pacifico Dr Jekill. Ma in fondo in fondo non lo siamo un po' tutti? Dei Mr Hide nascosti dentro rispettabilissimi e anonimi Dr Jekill. Quindi per risolvere/assecondare questo mio dualismo, diplomaticamente ho deciso di lasciare Pascalizando alla mia parte Jekill e di creare questo Pascalizando in polemica per l'Hide che non voglio più "nascondere". Dove c'è l'uno non dovrebbe esserci l'altro, invece così entrambi avranno il loro spazio vitale nella blogosfera.
E chi mi ama mi segua. Sia là che qua.
